Serata di premiazione dei vincitori della XVI edizione

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INIZIATIVA CULTURALE

Premio nazionale di narrativa ‘Valerio Gentile’: il vincitore della 16esima edizione è il potentino Mario Mongelli

La cerimonia di premiazione si è tenuta al ristorante ‘Il Fagiano’ alla presenza dello scrittore Paolo Di Paolo

FASANO – E’ potentino ma vive a Bari, ha 30 anni e due lauree il vincitore della 16esima edizione del premio nazionale di narrativa “Valerio Gentile”. Si chiama Mario Mongelli ed è stato premiato per l’opera “Il guardiano” nel corso della cerimonia tenutasi ieri sera (venerdì 15 novembre) al ristorante “Il Fagiano” a Selva di Fasano. A introdurre e moderare la serata è stata Margherita Latorre del Centro Studi “Valerio Gentile”. sodalizio organizzatore dell’iniziativa. Hanno preso la parola anche il presidente del centro studi Nicola Gentile e Angela Schena la cui casa editrice pubblica gli elaborati vincitori. Per l’Amministrazione comunale presente l’assessore al turismo Laura De Mola. A premiare Mongelli (al suo primo scritto) è stato lo scrittore Paolo Di Paolo, ospite d’onore della serata (dopo aver presenziato in mattinata ad un incontro al liceo “Da Vinci” organizzato dal Presidio del Libro di Fasano) nonché componente della commissione giudicatrice del concorso letterario. La motivazione per il vincitore è stata la seguente: “I temi trattati, al di sopra dell’irrealtà di fondo, sono da sempre quelli che interessano l’uomo, ovvero l’inutilità della vita e l’autodistruzione di sé e del mondo. Merito dell’autore riuscire a nascondere sino alla fine come si risolverà l’intreccio del racconto, sconvolgente e fuori dai più usuali schemi che il Premio Valerio Gentile abbia prodotto in questi anni. Rimanendo la narrazione comunque aderente ai concreti e più urgenti problemi esistenziali e sociali del momento. Il ritratto sconvolgente di un’umanità futura che ha perso ogni senso di umanità”.

 

Al secondo posto Giuseppe Carradori di Bracciano (Roma) con “Provincia cronica” con la seguente motivazione: “Nella scelta di usare forme spregiudicate e senza remore costruisce un racconto, che pur avendo una base di estrema aderenza a temi tipici dei giovani, si compiace della sua natura surreale. Lavoro tipico di chi rigetta ogni controllo espressivo e formale, nella facilità di scrittura e di ambientazione”.

 

Terzo posto, infine, per Lorenzo Spurio di Jesi (Ancona) con la raccolta di racconti “Al centro della piazza” motivato così: “Quindici racconti di argomento vario, ma sempre riguardanti le condizioni esistenziali odierne in cui lo scrittore dimostra compattezza espressiva e scioltezza di stile, in una fabulazione che si nutre del continuo piacere di narrare”.

 

Il premio speciale “Giovanissimi” è andato al 18enne Domenico Romano di Cercola (Napoli) per “Le due facciate del monastero. Questa la motivazione: “Tutta l’esuberanza di una scrittura tipica di un diciottenne si condensa in questo lavoro. Nella narrazione si riflette la condizione dell’autore, coi dubbi, le esitazioni, gli scatti improvvisi, gli slanci, gli entusiasmi, gli abbattimenti tipici dell’età. Le ragioni del suo scrivere, un’ansia di universalità: Questa storia finisce in ognuno di noi, dipende da ognuno di noi…”.

 

Premiazione del concorso a parte la serata è stata anche contraddistinta dalla presentazione del libro “Mandami tanta vita” (edito da Feltrinelli e finalista al Premio Strega) di Paolo Di Paolo intervistato per l’occasione da Giovanni Turi.

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