Valerio ed Elisa, storie di ordinaria ingiustizia

Foto serata per Elisa

Intenso incontro con Gildo Claps, che ha sollecitato le istituzioni e la gente ad un maggiore sostegno alla famiglia Gentile.
ILARIA POTENZA © FasanoLive.com
Sarebbe un grave errore ridurre l’evento di ieri sera al Laboratorio Urbano ad una qualunque presentazione di un libro. “Per Elisa. Il caso Claps. 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni” è molto più di una nuova realtà editoriale. Gildo Claps, assieme a Federica Sciarelli, giornalista e conduttrice di “Chi l’ha visto?”, ha dato anima alle pagine di un libro che trasuda coraggio misto a disillusione. Speranza mescolata alla voglia di dare pace a sua sorella Elisa annientata da un silenzio durato per tanti anni. Troppi. Guido Claps, intervistato egregiamente dalla giornalista di Repubblica Chiara Spagnolo, non è stato solo il testimone di un dolore che ha dovuto trovare la forza di rompere il muro di gomma dell’omertà di Potenza, lì dove si è consumato il delitto di Elisa Claps, ma ha saputo parlare anche di noi.

21 anni fa moriva Valerio Gentile. Ad oggi non c’è ancora nessuno che ha pagato. Ad oggi la giustizia è sopita. Assurde analogie attraversano e legano Potenza e Fasano. Elisa come Valerio. Gildo Claps ha saputo urlare nella serata di ieri un potere stolto e miope che si trasforma in sopruso. La sua famiglia è stata abbandonata dalle istituzioni: un questore, un comandante della squadra mobile, un genetista eccellente che si piegano ad un’analisi superficiale e mediocre, tanto da spingere la famiglia Claps a condurre quasi delle indagini parallele, a tapparsi il naso e andare avanti. «Cosa non ci ha mai fatto crollare? – dichiara Claps -, Ci ha aiutati l’aver incontrato professionisti onesti. Perché questo paese perdona sempre la mediocrità, la sciatteria. Ma mai le vittime».
Anche la Chiesa, come istituzione, ha taciuto la verità. Così come si cercava di nascondere il corpo di Elisa, scoperto il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Trinità. Un corpo ucciso due volte, perché il carnefice Danilo Restivo è il figlio del Direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza, e si sa, anche se si macchiano degli orrori più atroci, i forti sanno come farsi aiutare per uscirne indenni.

«Il nostro è il Paese degli intoccabili. Ma sono convinto di una cosa. Non bisogna far scendere il silenzio sulla vicenda di Valerio. Il suo assassino è tra di voi. La comunità di Fasano non deve stringersi intorno alla famiglia Gentile solo negli eventi in sua memoria. Sindaco, bisogna intervenire. C’è bisogno di corresponsabilità da parte di tutti. Chi ha ucciso Valerio deve sentirsi braccato, deve sentirsi perseguitato. E’ necessario lottare, perché il coraggio è contagioso». L’appello di Gildo Claps ha risuonato tra una platea ammutolita in riflessione. La storia della famiglia Claps deve esserci d’esempio per uscire dalla morsa del provincialismo che ci fa girare dall’altra parte. Perché talvolta il provincialismo è ingenuo, ma poi lascia spazio alla complicità.

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